Il 70% non viene trattato in maniera adeguata.
Dolore pungente improvviso:
L’emicrania può rappresentare un grosso problema anche sul lavoro
Nella fase che precede l’attacco doloroso si manifestano i primi sintomi dell’emicrania.
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Dati e fatti
Il termine emicrania deriva dal greco hemicranion, metà del capo, e ne indica la sintomatologia dolorosa localizzata a connotazione pungente e pulsante. Nella storia della medicina e della storia della civiltà, la patologia è nota da circa 4000 e ne fanno menzione anche la Bibbia e il Talmud.
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L’emicrania è una della patologie più frequenti nei Paesi civilizzati, ancora più diffusa del diabete e dell’asma. |
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Il 10 – 15% della popolazione mondiale ne è affetta.
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In Italia si stima un numero di pazienti pari a circa 7 milioni.
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Ciò nonostante dilagano informazioni sbagliate come la diffusa credenza che ad esserne colpiti siano solo le donne o i soggetti ipersensibili. Una cosa è certa: prima di esserne stato vittima di persona, quasi nessuno prende sul serio l’emicrania che invece procura gravi disagi e compromette notevolmente la qualità della vita. La maggior parte dei pazienti soffre in silenzio.
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Solo il 40% dei soggetti colpiti da emicrania riceve una diagnosi corretta. |
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Il 70% non viene trattato in maniera adeguata. |
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Il 50% non si reca dal medico o non lo consulta più. |
Le forme dell’emicrania
I criteri elaborati nel 1988 dalla International Headache Society (IHS) aiutano a distinguerla dal mal di testa di origine diversa.
Emicrania comune o senza aura
L’85% circa dei pazienti soffre di emicrania senza aura (un tempo definita emicrania comune). L’emicrania senza aura è caratterizzata da forti dolori di testa intermittenti, solitamente localizzati su un lato del capo. I dolori non compaiono sempre sullo stesso lato e possono spostarsi anche durante l’attacco o essere distribuiti in maniera uniforme su tutta la testa.
Di norma si tratta di un dolore pungente o pulsante accompagnato da nausea, vomito, fotofobia, ipersensibilità uditiva e olfattiva. La durata degli attacchi varia dalle 4 alle 72 ore e rende insopportabile l’attività e lo sforzo fisico compromettendo praticamente del tutto lo svolgimento di una normale giornata.
Emicrania classica o con aura
Nel 15% circa dei pazienti l’attacco di emicrania è preceduto da aura, un insieme di sintomi neurologici specifici che si manifestano sotto forma di flash luminosi o sfarfallamento, difficoltà nel linguaggio e di concentrazione e sensibilità corporea più spiccata in un emisoma. Solitamente i disturbi aumentano nell’arco di un intervallo compreso fra i 5 e i 20 minuti e perdurano per 30 - 60 minuti.
Le quattro fasi dell’emicrania
L’emicrania è un processo dinamico che si sviluppa in varie fasi di intensità molto diversa da paziente a paziente che può modificarsi nel corso degli anni.
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Prodromi
La fase che precede l’emicrania può durare ore o anche giorni in cui si manifestano i segnali che annunciano l’arrivo dell’attacco sotto forma di sbadigli, sonnolenza, depressione, malumore, ipereccitabilità e un netto calo della prestazione sul lavoro e nella vita quotidiana.
Aura
L’attacco può essere preceduto da disturbi neurologici di intensità più o meno forte.
Fase del mal di testa
Il forte mal di testa è spesso accompagnato da nausea o vomito, in alcuni pazienti anche da dissenteria. A causa dell’ipersensibilità alla luce e al rumore, molti pazienti preferiscono ritirarsi in ambienti bui e tranquilli. Senza trattamento questa fase può perdurare per giorni..
Sequele post critiche
Oltre al senso di spossatezza, i sintomi che seguono la fase del dolore sono simili a quelli dei prodromi. Spesso per uno o due giorni alla fase critica seguono sbalzi d’umore e difficoltà di concentrazione.
Quello che spesso non viene considerato è la paura dell’attacco successivo. Questo può indurre ad assumere un atteggiamento di cautela eccessiva con gravi ripercussioni sulla vita professionale, sociale e di relazione.
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Il termine emicrania deriva dal greco hemicranion – “metà del capo”.

Nel 15% circa dei pazienti l’attacco di emicrania è preceduto da aura.

Molti pazienti preferiscono gli ambiente scuri per non peggiorare lo stato di ipersollecitazione sensoriale.
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